Tra i diversi fattori che concorrono ad assicurare la tutela della salute e la qualità della vita vi è l’alimentazione.
Negli ultimi decenni il nostro rapporto con il cibo si è profondamente modificato, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, sviluppando alcuni comportamenti poco razionali e talvolta persino dannosi.
Il regime alimentare è influenzato da fattori ambientali, storici, culturali e si lega non di rado a “mode” e comportamenti individuali e di massa. D’altra parte, che le malattie cardiovascolari e quelle neoplastiche siano la causa principale di morte e di invalidità nelle moderne società industrializzate, sovralimentate, è ormai senso comune. Di qui l’enfasi, posta ormai da tempo, su una corretta alimentazione e su un adeguato esercizio fisico per prevenire malattie metaboliche quali obesità, dislipidemie, ipertensione, diabete: tutti fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari e degenerative.
Non meno frequenti sono i casi di sottoalimentazione. In particolare, in età adolescenziale, sembrano insinuarsi alcuni comportamenti poco consoni ai fabbisogni nutrizionali di questo periodo particolare della vita e ciò provoca una maggiore predisposizione a Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA): anoressia e bulimia. L’esordio di queste due gravi patologie, nella maggior parte dei casi, è silente e la loro evidenza clinica si manifesta solo quando il soggetto è a grave rischio nutrizionale. L’insorgenza dei DCA in questa particolare fascia di età (11 – 18 anni) è legata a modificazioni dell’immagine corporea e al ruolo sessuale.
Il particolare panorama socio-culturale e alimentare venutosi a creare favorisce lo sviluppo di patologie del comportamento alimentare. Una volta la giornata lavorativa era ritmata da rituali alimentari collettivi: la colazione, il pranzo e la cena. Oggi è sempre più l’alimentazione ad essere sottoposta ai condizionamenti del lavoro e alle pause calcolate.
Gli studenti quando si trovano lontano dall’ambiente familiare, dai suoi orari, dalle sue regole, dai suoi rituali alimentari, cambiano alimentazione per praticità e perché soggetti all’influenza dei loro pari. Mangiare fuori dalle regole, dalle costrizioni cronologiche, dagli orari familiari, dai rituali diviene frequente. I contenuti collettivi e commensali dell’alimentazione si disgregano, si diffonde un consumo funzionale, industrializzato, massificato: mense, fast-food, self-service. Questo nuovo universo della nutrizione moderna incarna la soddisfazione di una golosità puerile: la leccornia trionfa sul pasto. Quest’ultimo, la più alta forma sociale e codificata dell’atto alimentare, tende sempre più a regredire e a subire la concorrenza di un tipo di alimentazione incentrata sugli snacks, cioè un sistema di alimentazione frazionato, basato su molteplici assunzioni di cibo, uno spilluzzicamento continuo.
Psicologicamente si vive un’epoca di grande confusione. L’abbondanza moderna comporta insieme una nuova libertà e una nuova insicurezza. Per il troppo cibo, per i troppi stimoli e per l’abbandono delle regole alimentari l’uomo moderno ha perso la capacità di autoregolarsi.
Il filosofo Beidler (1975) scriveva:
“I modelli culturali hanno sommerso la capacità che aveva l’uomo di equilibrare la propria alimentazione nel modo più benefico per la propria salute e la propria longevità. In altri termini la cultura sregola e devia la natura; la saggezza del corpo è ingannata dalla follia della cultura”.
In questo nuovo ambiente necessita, un’educazione alimentare che aiuti le persone e in particolare i ragazzi, a gestire la propria alimentazione.
Gli interventi educativi pertanto dovranno essere mirati e diversificati in base al destinatario a partire dalla gestante ai bambini ed adolescenti unitamente alle loro famiglie.
A tal fine, scuola, sanità e comuni rappresentano i settori fondamentali della vita civile e sociale che, nel nostro Paese, si trasformano e si innovano continuamente (o cercano) per quanto riguarda il rapporto con la popolazione. Fra questi mondi, si stanno sviluppando una serie di legami che contribuiranno certamente alla reciproca crescita.
Il nostro progetto è riferito ai bambini ma solo attraverso la stretta collaborazione tra i dietisti-nutrizionisti, insegnanti, genitori ed enti potremo auspicare ad un migliore stile di vita per le future generazioni.
Autori:
dott.ssa Francesca Poggiante dietista-nutrizionista. Grazie all’esperienza acquisita per anni nella clinica pediatrica del policlinico Federico II di Napoli, collabora con i comuni della regione Campania per la prevenzione dell’obesità nell’età evolutiva, attraverso elaborazione di menù scolastici ed incontri di educazione alimentare nelle scuole, volti al miglioramento dello stile alimentare e motorio. Autrice di varie pubblicazioni scientifiche. Svolge attività di libera professione a Napoli – Centro Villa Verde -, segue bambini e adulti con programmi individuali e per l’intera famiglia. e-mail: poggiante@dietaoggi.it sito web: www.dietaoggi.it
dott.ssa Manuela Maione dietista-nutrizionista. Esperienza in Nutrizione Clinica, Nutrizione Artificiale Ospedaliera e Domiciliare acquisita presso l’Ospedale San Giuliano (ASL Napoli 2 Nord). Rilevatore Specializzato per lo Studio dei Consumi Alimentari (CREA). Ha sviluppato, coordinato e attuato, per la regione Campania, progetti di educazione al consumo consapevole e progetti territoriali di educazione alla sana alimentazione. Attualmente svolge la libera professione.
e-mail: manu.maione@alice.it
pagina facebook: https://www.facebook.com/dietistanutrizionistamaionemanuela/


